
Li vediamo amarsi, accanto al passaggio del fiume che corre sull’orizzonte di questa città.
Li guardiamo sentendo quanto possano essere immortali le promesse scambiate. Le stesse che abbiamo tradito, o quelle che qualcuno ha tradito per noi.
Eppure oggi non possiamo distogliere i nostri occhi da quest’amore, che si mostra incurante della nostra presenza. In un indistinguibile pubblico e privato.
L’amore che non conosce distanze e differenze. Le attraversa come forza inarrestabile.
Incontrollabile.
Tendendo all’unione e alla vicinanza, anche di ciò che apparentemente è impossibile.
Ma una possibilità, a volte, riesce a trovarla.
Il tempo fugge.
Scorre come quel fiume che è passaggio per questi innamorati.
Un tempo che è inarrestabile e sarà l’unico vero elemento con cui l’amore dovrà sempre dialogare.
Non ci saranno altre ombre ad impedire. semmai, i baci.
E’ il tempo il solo che può spezzare la danza e l’intreccio di anime. Affrontarlo. Sapendo che ogni attimo è benedizione.
E solo la fragilità può sconfiggerlo e sospenderlo.
Nella sera, la nostra fragilità amerà la fragilità di chi avremo accanto. E così faremo anche con noi stessi.
L’orologio batterà, ma saremo ormai fuggiti lontani.
“Anche se non ti è dato benedire
Ma la vita è ancora benedizione.
‘Oh, rimani, rimani alla finestra
Mentre cocenti lacrime affiorano;
Amerai il prossimo tuo deforme
Col tuo deforme cuore’.
Era di sera, era di sera tardi,
Gli innamorati non c’erano più;
Cessato ogni rintocco d’orologio
Profondo scorreva il fiume”.
Wystan H. Auden
Francesco Urbani
Psicologo-Psicoterapeuta-Supervisore
Cerchi nella notte – Il libro
urbani@casadinchiostro.it
www.francescourbani.it
www.casadinchiostro.it
Immagine tratta da "Shadows/Ombre" di J. Cassavetes